L'aumento del prezzo del carburante: le accise


Nel corso degli anni si è ricorso molte volte all'aumento del prezzo del carburante per raccogliere denaro sicuro dalle tasche degli italiani; di seguito importo e cronologia degli eventi più importanti:
  • 0,007 Euro per la crisi di Suez del 1956
  • 0,005 Euro per il disastro del Vajont del 1963
  • 0,005 Euro per l'alluvione di Firenze del 1966
  • 0,005 Euro per il terremoto del Belice del 1968
  • 0,051 Euro per il terremoto del Friuli del 1976
  • 0,039 Euro per il terremoto dell'Irpinia del 1980
  • 0,106 Euro per la guerra del Libano del 1983
  • 0,011 Euro per il finanziamento della missione UNMIBH in Bosnia Erzegovina del 1996
  • 0,020 Euro per il rinnovo del contratto degli "autoferrotranvieri" del 2004
  • 0,005 Euro per l'acquisto di autobus ecologici nel 2005
  • 0,007 Euro per il finanziamento alla cultura nel 2011
  • 0,040 Euro per far fronte all'emergenza immigrati dovuta alla crisi libica del 2011
E ad emergenza rientrata? Ovvio: non si tocca nulla, gli aumenti restano e gli automobilisti di oggi continuano a pagare le "crisi" di oltre 50 anni di storia. Alla fine la somma di tutte le accise ci costa 0,6221 Euro in più per ogni litro di benzina e 0,4811 Euro per ogni litro di gasolio. Considerando un prezzo alla pompa di circa 1,64 Euro/litro e togliendo l'IVA del 21%, si scopre che un litro di "verde" costerebbe, senza l'intervento dello Stato, soli 0,733 Euro/litro.

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