Quelli che l'avevano detto


Il risultato elettorale più previsto e prevedibile del mondo – il trionfo di Grillo e l’ingovernabilità al Senato col primato risicato del centrosinistra che s’è mangiato quasi 10 punti in un mese nella campagna elettorale più demenziale della storia, al punto da rischiare il sorpasso in retromarcia del centrodestra fermo da settimane sotto il 30% – ha colto di sorpresa i migliori professionisti della politica e dell’informazione, che sarebbero pagati proprio per capire quel che succede nel Paese. Invece non hanno mai capito una mazza e ora assistono al naturale epilogo della Seconda Repubblica con occhi pallati, salivazione azzerata, lingua felpata e boccuccia a cul di gallina: “Chi l’avrebbe mai detto”. Per dirlo, bastava uscire per strada negli ultimi anni. Ma lorsignori avevano altro da fare. Morto di sonno. “Forse un’occhiata ai sondaggi potrebbe rendere Grillo più cauto. Secondo gli ultimi dati il M5S è sceso ancora, e oggi varrebbe meno del Pdl senza Berlusconi… Per riprendersi dal colpo di sonno Grillo ha subito apparecchiato il solito campionario di finezze sui politici. Ma evidentemente continuare a sventolare la frase più ripetuta nei bar italiani da 50 anni dopo “il gol della Juve era in fuorigioco”, e cioè “i politici devono andarsene a casa”, non basta più per riscuotere il successo di qualche mese fa” (Giuliano Ferrara, Il Foglio, 3-1). Come Cicciolina. “Ora Grillo vale quanto Cicciolina… Per mesi noi che lo dicevamo un fuoco fatuo, un’illusione per gonzi, una scemenza appena degna di curiosità, siamo stati derisi e considerati out. In prime time e in prima serata si dava retta al Giamburrasca di Genova, quando sosteneva disinvolto e bugiardo… che era in arrivo una grande rivoluzione totale… Bisognerebbe fare oggi un’antologia del Fatto Quotidiano e di certe testate tv… L’han data a bere a una nazione intera. Grillo ora vola al di sotto del 10 per cento. È un fenomenuccio come cento altri nella nostra non immortale storia, un caso scandaloso e impertinente di invadente caciara con il suo spazietto politico residuale, alla Cicciolina, e molti cominciano a capire che non era vero che in Sicilia era arrivato primo, che non esiste la democrazia della rete, che non si può fare politica con il solo insulto e con il solo uso del disprezzo popolare verso le istituzioni sputtanate… Sono bastate l’entrata in lizza di Berlusconi, il ‘prima il Nord’ della Lega, l’arrivo di Monti e i rilanci delle primarie di Bersani con contorno di Renzi: ecco qui, i partiti e le leadership riconquistano bene o male il palcoscenico, arriva il voto utile, che poi è il voto senza aggettivi, e l’attore torna ai suoi cabaret” (Giuliano Ferrara, il Giornale, 6-1-2013) Grillo chi? “Considerando che i ‘grillini’, secondo i sondaggi più benevoli, sono accreditati del 6-8 per cento dei voti, questo timor panico dei partiti è indecoroso… Si misurino faccia a faccia con quella che chiamano ‘antipolitica’ e scopriranno di essere di parecchie spanne più alti” (Michele Serra, Repubblica , 27-4-2012). Sali & Tabacci. “Sarà una vittoria netta, Berlusconi e la Lega sono finiti. Da martedì ragioneremo come se avessimo il 49%, come dice Bersani” (Bruno Tabacci, l’Unità, 24-2-2013) Soluzione 15%. “È fuori dal mondo che non arriviamo al 10%: io credo che la coalizione intorno a Monti possa raggiungere il 15%, un risultato netto” (Pier Ferdinando Casini, 18-2) Hasta la victoria. “Tra una settimana Pier Luigi ci guiderà alla vittoria, ne sono convinto, e sarà una vittoria ampia, perché abbiamo imparato dagli errori del passato: stavolta c’è una squadra nuova, stavolta resteremo uniti. Ha fatto una campagna elettorale bella e normale, Ambrosoli guiderà un rinnovamento etico” (Romano Prodi, 17-2) Un nome una garanzia. “Sarò la garanzia di stabilità e governabilità per il futuro” (Nichi Vendola, 17-2).
Il trapassato. “Tutti i sondaggi dicono che non c’è nessun trapasso di voti tra noi e Grillo” (Enrico Letta, 16-2) Soluzione 20%. “Sono convinto che andremo sopra il 20% e la nostra coalizione sarà competitiva per governare il Paese. Non ci interessa fare l’ago della bilancia” (Gianfranco Fini, Corriere, 27-1) Il sorpasso/1. “Silvio sorpassa Pier Luigi: gli italiani lo vogliono premier” (Il Giornale, 1-2) Il sorpasso/2. “In autostrada la corsia di sorpasso sta a sinistra mentre quella di emergenza sta a destra” (Matteo Renzi, 16-2) Il sorpasso/3. “Nel Veneto il sorpasso è possibile, per il Pd la partita è aperta” (Matteo Renzi, 15-2) Il sorpasso/4. “Monti e Bersani disperati, ora li sorpassiamo: abbiamo messo la freccia, siamo in corsia di sorpasso” (Silvio Berlusconi, 6-2) Già. “Siamo già al 4%” (Ignazio La Russa, 20-2) à la carte. “Abbiamo le carte per vincere” (Silvio Berlusconi, 25-1) Solo noi. “Caro Ingroia, solo noi battiamo la destra” (Pier Luigi Bersani, 19-1) Il vigile. “Tra Vendola e Monti il traffico lo dirigerò io” (Pier Luigi Bersani, 15-2) L’arma segreta. “Con Berlusconi possiamo vincere le Politiche. I malumori sono rientrati, stiamo aumentando i voti” (Roberto Maroni, L i b e ro , 20-1) Gli inafferrabili. “Il Pd è avanti di 12 punti” (L’Unità, 14-1) Mica sono matti. “Non credo che gli italiani possano essere così fuori di senno da dare il voto a Grillo” (Silvio Berlusconi, 15-2) Gli imprendibili. “A Montecitorio il divario è incolmabile” (Pier Luigi Bersani, Repubblica, 13-2) Almeno una condanna. “Sono condannato a vin- cere” (Silvio Berlusconi, 8-1) SuperSud. “Con Grande Sud il Pdl può vincere anche alla Camera” (Gianfranco Micciché, Il Giornale, 8-1) La puntata. “Ora Berlusconi punta al 35%” (Il Giornale, 7-1) Gli strateghi. “La mia e di Fini è una precisa strategia elettorale: noi ci occupiamo della buona politica, mentre Monti ha il compito di raccogliere consensi nella società civile” (Pier Ferdinando Casini, 12-2) All red. “Oggi il mondo torna a essere rosso. Intanto c’è Obama, poi c’è il Brasile, che è governato dalla sinistra. Nella vecchia Europa i conservatori sono ancora forti, ma noi cercheremo di renderli meno forti” (Massimo D’Alema, 9-2) Senza paura. “Non ho paura dello sbarramento, siamo al 5%” (Antonio Ingroia, Repubblica, 4-1) Er Mejo. “Da Zingaretti mi separano 10 punti, li recupero e sostengo Alemanno in Comune” (Francesco Storace, Libero, 2-1) Beppe trema. “Silvio anti-Casta ruba voti a Grillo” (Libero, 5-1) Beppe crolla. “Torna il ‘voto utile’, Grillo in picchiata: dopo aver sfiorato il 20 per cento, ora nei sondaggi oscilla tra l’11 e il 14” (Repubblica, 5-1) Che Svendola. “Vinceremo anche al Senato e non ci sarà bisogno di Monti” (Nichi Vendola Repubblica, 3-1) SuperMario/1. “L’effetto Monti può valere fino al 20%”(La Stampa, 30-12) Famiglia numerosa. “Parte la sfida della destra Pdl: Fratelli d’Italia punta al 7%” (Il Giornale, 22-12) Super Mario/2 . “Monti spinge sulla lista unica: in un sondaggio consensi al 20%” (Repubblica, 27-12) Ragassi tutto ok. “Calmi, non è il 2006: andrà bene. Per come è messa, l’Italia non può sbagliare” (Pier Luigi Bersani, Repubblica, 24-2) Siamo solo noi. “Solo il Pd può governare e cambiare. Il nostro successo potrà rendere più forte la battaglia in Europa per la crescite e l’equità” (Pierluigi Bersani, L’Unità, 24-2) Il fulcro. “Il centrosinistra può diventare il fulcro del nuovo sistema politico” (Francesco Benigno, L’Unità, 24-2) Si cambia. “Cambia l’Italia” (L’Unità, prima pagina, 24-2) Il bacio della morte/1. “Noi comunque riteniamo che il Centrosinistra vincerà alla Camera… Per il Senato il discorso è diverso: lì non c’è solo Monti, c’è anche Casini… Probabilmente, se il Pd vincerà alla Camera ma il Senato fosse senza maggioranza, Casini l’alleanza con Bersani la farebbe e la governabilità sarebbe assicurata, gli impegni con l’Europa mantenuti, la politica economica europea e italiana orientate verso la crescita. Ecco perché il centrosinistra deve vincere” (Eugenio Scalfari, Repubblica, 3-2). Il bacio della morte/2. “Noi crediamo e speriamo che la grande maggioranza degli italiani comprenda la sostanza di quanto sta avvenendo e confidiamo che da queste elezioni esca un Parlamento responsabile e un governo stabile se, come sembra, sarà il centrosinistra a vincere alla Camera e a stipulare un accordo con Monti che metta in sicurezza anche il Senato” (Eugenio Scalfari, Repubblica, 24-2) Il ragazzo dello Zoo piddino. “Dopo il tacchino sul tetto, la mucca in corridoio e il giaguaro da smacchiare, in cinque anni completo lo zoo” (Pier Luigi Bersani, 18-2) Peter Louis Jaguar. “Ancora pochi giorni e smacchieremo il giaguaro” (Pier Luigi Bersani, 16-2).

Marco Travaglio, 
Il Fatto Quotidiano del 27/02/2013

Commenti