Bruciare non è riciclare e perciò la Svezia non ricicla il 99% dei suoi rifiuti



I nostri amici di In habitat stanno mostrando un post molto popolare intitolato come la Svezia ricicla il 99% dei suoi rifiuti che hanno preso da Global Citizen.  Non sono i primi ad occuparsi di questo nel 2014 Huffpost mostrava il 99% della spazzatura svedese è ora riciclata. Tutto sembra derivare da un sito governativo svedese che dice che “con questa attuale rivoluzione del riciclo meno dell’1% dei rifiuti delle case svedesi finisce nelle discariche” ed è accompagnato da un video impressionante di cui Mike ha parlato prima in Treehugger.
Importare spazzatura per trasformarla in energia è un buon affare per la Svezia. Il problema è che secondo qualsiasi definizione di riciclo questa è una forzatura. Infatti, loro bruciano negli inceneritori circa il 50% dei loro rifiuti per produrre calore ed energia. Ed anche nel loro stesso sito loro ammettono che non è il miglior approccio e che non è un vero e proprio riciclaggio e che ci vuole meno energia per un effettivo riciclaggio e riutilizzo piuttosto di quella che ci vuole per bruciare e rimodellare un qualcosa di ex novo.
Negli Stati Uniti il riciclaggio è definito come “usare i rifiuti come materiale per creare un nuovo prodotto. Il riciclo comporta l’alterazione della forma fisica dell’oggetto o materiale e la trasformazione in un nuovo oggetto”.
Bruciare invece [nell'articolo citato] è chiamato trasformazione che “fa riferimento all’incenerimento pirolisi, distillazione o conversione biologica piuttosto che il compostaggio”. Queste sono cose molto differenti.
"Non c’è dubbio che gli impianti di trasformazione sono puliti e filtrano quasi tutte le diossine ed altri residui che escono dagli inceneritori". Ma quello che esce è “99.9% acqua e ossido di carbonio, sostanza non tossica”.
Ma in molti pongono dei dubbi che l'ossido di carbonio non sia tossico a causa dei suoi effetti sul clima.
Oh e questi impianti emettono molta CO2.  Secondo EPA citata in Slate emettono più CO2 per megawatt prodotto che bruciare carbone.
La EPA ci dice che bruciare spazzatura rilascia 2.988 libbre di CO2 per megawatt/h di elettricità prodotta. Questo è negativo se paragonato con il carbone (2,249 pounds/megawatt/h)  e gas naturale (1.135) ma molto del materiale bruciato nei processi WTE come carta, cibo, legno ed altro materiale avrebbe rilasciato la CO2 contenuta in esso nel tempo come “parte del ciclo naturale di carbonizzazione della terra”.
Così, circa due terzi dell’emissione di CO2 sono trattate come biomasse e considerate carbone neutrale, cosa che molti scienziati contestano perché questi impianti emettono CO2 subito mentre in un ciclo naturale ci vorrebbero decine di anni. Questa è l’unica ragione per cui può essere considerato più pulito del carbone.
Poi c’è la questione di quale impatto la trasformazione dei rifiuti in energia abbia sul vero e proprio riciclaggio.
Tom Sxakj che lavora per Treehugger ha scritto in un suo post “ha senso bruciare dei rifiuti per produrre energia?”
Questo procedimento è anche un disincentivo a sviluppare strategie di riduzione dei rifiuti sostenibili.  Può funzionare meglio in un periodo breve con  rigidi standard di controllo  dell’inquinamento e come ultima alternativa per scaricare i rifiuti, ma non ci dà una soluzione sostenibile a lungo termine. Conservare il materiale (attraverso il riciclo ed il riutilizzo) già in circolazione è un elemento base per uno sviluppo sostenibile. Bruciare risorse non infinite non è il miglior approccio.
Sul sito svedese che promuove WTE sono orgogliosi del fatto che loro importino spazzatura.
La stessa è un combustibile relativamente economico e la Svezia ha, nel tempo, sviluppato una grande capacità ed abilità nel trattare i rifiuti in modo efficiente e profittevole.  La Svezia importa sino a 700.000 tonnellate di rifiuti da altre nazioni.
David Suzuki ha un altro punto di vista: gli inceneritori sono costosi ed inefficienti. Una volta che si comincia il processo ci abituiamo a considerare i rifiuti come un bene combustibile ed è difficile tornare indietro a metodi di trattamento più ecologici. Così’ come si è visto in Svezia in Germania migliorare lo sforzo per ridurre il riutilizzo ed il riciclo può effettivamente portare a carenze di combustibile da rifiuto.
Non c’è dubbio che in Scandinavia stanno facendo alcune cose abbastanza incredibili compreso il fatto che Bjark Ingells ha costruito un nuovo impianto energetico su cui si può sciare. Non c’è alcun dubbio che questo sia meglio che riempirlo di terra. Ho visitato un impianto WTE a Copenaghen (che stava per essere rimpiazzato da quello di Bjark ad un prezzo altissimo perché non adeguato agli standards europei per l’emissione di diossine e metalli pesanti) e sono rimasto impressionato per come riscaldi la comunità circostante eliminando gli spostamenti di spazzatura con i camion alle discariche e naturalmente genera energia. 



Ma questo non è riciclaggio come dice David Suzuki, è un problema complicato. Dobbiamo trovare modi per trattare i rifiuti per generale energia senza basarci sulle forniture di combustibili fossili inquinanti che sono in diminuzione e sempre più costosi.
Mandare spazzatura in discarica non è sicuramente la migliore soluzione ma abbiamo soluzioni migliori della discarica o dell'incenerimento cominciando dalla riduzione dei rifiuti che produciamo. Attraverso l’educazione e l’autoregolamentazione possiamo ridurre ovvie fonti e non conferire in discariche sempre più materiali  riciclabili e riutilizzabili. E’ semplicemente uno spreco bruciarli.

In definitiva: bruciare non è riciclare e perciò la Svezia non ricicla il 99% dei suoi rifiuti.

L'articolo originale lo trovate qui
http://www.treehugger.com/energy-policy/no-sweden-does-not-recycle-99-percent-its-waste.html

Un grazie infinito a Enrico Pellicioli per la traduzione ;-)

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