Sentenza del TAR del Lazio sul CSS



Egregio direttore, ho letto con attenzione l'articolo pubblicato sul vostro stimabile quotidiano in merito alla sentenza del TAR del Lazio sull'uso del CSS nei cementifici promosso da 180 cittadini (riuniti in 3 Comitati locali della Val d'Arda e spalleggiati dal circolo di Piacenza di Legambiente), presentato ben 4 anni fa. Sicuramente la sentenza non era quella che si aspettavano i firmatari e neppure gli oltre 60 Comitati sparsi in tutta Italia che proprio in questi giorni hanno presentato al ministro dell'ambiente Sergio Costa una lettera chiedendo appunto di abrogare proprio il cosiddetto decreto Clini (che permette a inceneritori e cementifici di usare i rifiuti come combustibili). Il tribunale amministrativo, pur dando ragione ai cementifici, ha però sottolineato che le questioni prospettate hanno "rilevanza sociale" e, soprattutto, sono "materia tecnico scientifica particolarmente difficile". Ricorderei a tal proposito che anche l'amianto, per molti anni era stato ritenuto "sicuro" dalla scienza, salvo poi accorgersi, purtroppo, che tanto sicuro per la salute non era... Ho letto poi le parole del direttore tecnico di Italcementi, giubilante perché veniva certificata la "non pericolosità nell'uso dei rifiuti", una "pratica consolidata in tutta Europa". Peccato che questa pratica sia sempre meno diffusa, in particolar modo negli inceneritori, e, soprattutto, che la scienza non dica assolutamente che questa sia una "pratica sicura", anzi... Sono numerosi gli studi di medici per l'ambiente (ISDE) che affermano, dati scientifici e medici alla mano, l'enorme pericolosità di una tale pratica. Di "vantaggi" ce ne sono, certamente, soprattutto per i cementifici che intascano parecchi quattrini per bruciare plastica, gomme e pneumatici. Un po' meno per i territori dove sorgono questi "impianti pericolosi di prima classe"...

Inoltre, direi che bruciare rifiuti (cioè fonti fossili) non è affatto "un modo razionale e sicuro di risolvere il problema dei rifiuti". Le strade da percorre sono altre, soprattutto se si vuol parlare di "economia circolare" e di quello che ci chiede di fare l'Europa in termini di salvaguardia dell'ambiente e di lotta ai cambiamenti climatici. 

E sfiderei chiunque a comprare un certo tipo di cemento se potesse leggere sulla confezione che il 15% circa del prodotto che acquista è composto da ceneri altamente tossiche. Ma visto che ciò non avviene, mi tocca leggere che questi cementi sono di "prima qualità".

Giorgio Elìtropi

Associazione 5R Zero Sprechi



   


Commenti